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15. Vaso

in ceramica a lustro. Corpo ovoidale decorato con tre pesci.
Galileo Chini, Fornaci San Lorenzo-Mugello, circa 1906-1910, marca graticola in rosso con numerale 2053, h. cm. 25.
Bibl.: R. Monti-G. Caffariello Grosso, Rinnovando Rinnoviamoci. Ceramiche Chini 1896-1924, Firenze 1984, p. 58, n. 57.

Lasciata nel 1906 la manifattura Arte della Ceramica Fontebuoni, nel 1907 a Borgo San Lorenzo in Mugello (Firenze), Galileo Chini, insieme al cugino Chino Chini, fonda la fabbrica di ceramiche artistiche Fornaci di San Lorenzo, assumendone la direzione artistica. Qui vengono prodotte ceramiche di sapore preraffaellita, secessionista e, dopo il 1914, orientaleggianti. Con la manifattura, che oltre alle ceramiche realizza anche vetrate artistiche, collaborano tra gli altri gli scultori Valmore Gemignani, Giuseppe Graziosi e Enzo Bifoli. A partire dalla metà del secondo decennio del secolo Galileo, ormai affermatosi in campo internazionale, lascia la direzione della ditta a Chino.
Negli anni Trenta la manifattura passa sotto la gestione dei figli di Chino, Tito e Augusto e continua una produzione ripetitiva e leziosa, attraversando un periodo di crisi. Riesce poi a rinnovarsi elaborando un nuovo indirizzo espressivo di impronta novecentista; la fabbrica rimane attiva fino al 1944, anno in cui viene totalmente distrutta da un bombardamento.
Nel dopoguerra Augusto Chini rifonda la gloriosa manifattura nei locali di Borgo San Lorenzo e nel 1955, con l’entrata nel capitale sociale del commerciante di ceramiche Franco Pecchioli, la ditta assume il nome di Pecchioli Ceramica con il quale prosegue tutt’oggi la sua attività.

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