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24. Piatto

in maiolica policroma.
Castelli, Carmine Gentile (1678-1763), prima metà del XVIII secolo, d. cm. 34,5 (difetti di cottura al bordo; felatura).

Di fine esecuzione pittorica, nella tipica policromia azzurra, marrone, verde e gialla, la decorazione di questo piatto riprende un particolare dell’incisione di Gérard Audran del 1693 da un perduto dipinto di Antoine Coypel raffigurante L’incontro fra Bacco e Arianna nell’isola di Nasso. L’impianto descrittivo rivela numerose analogie con il piattino del Museo di San Martino di Napoli, raffigurante La ninfa Aretusa con due geni silvani (T.Fittipaldi, Museo Nazionale di San Martino. Le ceramiche. Castelli, Napoli, altre fabbriche, Napoli 1992, scheda n. 181) e, soprattutto, con il piattino dello stesso museo con Una madre col bambino seduti, alle spalle figura di vecchia seduta, accanto un giovane in piedi in atto di offrire un canestro di frutta (Fittipaldi 1992, cat. n. 176) databile tra il 1715 e il 1720.
Presso l’Istituto d’Arte di Castelli sono conservati alcuni spolveri, provenienti dalla bottega dei Gentili, che raffigurano particolari diversi tratti dalla citata incisione di Audran, evidentemente utilizzati per la decorazione di oggetti di dimensioni minori.
Il nostro piatto nel cavetto raffigura un’allegoria amorosa con una giovane donna ammantata che abbraccia un satiro seduto con una canestra di frutta in mano, mentre Cupido mostra la faretra contenente le frecce d’amore; la tesa ospita invece una ridondante ghirlanda fogliata e floreale idealmente sorretta da due putti alati, che culmina alla sommità in uno stemma araldico sormontato da un cimiero.

Per un piattino raffigurante il medesimo gruppo con alcune varianti si veda G. Giacomini, a cura di, La Collezione Giacomini, catalogo della mostra, Castelli 2016, pp. 104-105.

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