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314. Otto Marseus van Schrieck (attr.)

Piante di sottobosco con insetti, lumache, salamandra, rospo e topolini
Piante di sottobosco con insetti, lumache, rospo e salamandra
coppia di oli su tela, cm. 36,5×30 ciascuno

Specializzatosi in un sottogenere particolare della natura morta, nei suoi dipinti van Schrieck rappresenta vedute in primo piano del sottobosco con fiori, piante selvatiche, funghi, insetti e rettili, anche di specie insolite, e spesso raffigura anche le lotte per la sopravvivenza dei vari animali. Probabilmente l’interesse per questo specifico habitat naturale nacque durante il suo soggiorno a Roma, città in cui si recò nei primi anni ’50 del Seicento insieme a Matthias Withoos e a Willem van Aelst, prima di far ritorno insieme a quest’ultimo ad Amsterdam nel 1657. Proprio nel periodo romano l’artista sviluppò la propria naturale curiosità verso il minuto mondo vegetale e animale, tanto che, entrato nella Schildersbent, prese il soprannome di Snuffelaer, perché, secondo Houbraken, “annusava ovunque alla ricerca di piante e strane creature”. Questi interessi naturalistici lo accompagnarono anche dopo il suo ritorno in patria: nella piccola proprietà che possedeva nei pressi di Amsterdam allevò animali e rettili che poi riproduceva nei propri dipinti; sembra persino che portasse a casa, per tenerli in giardino, molti degli animali e degli insetti nei quali si imbatteva durante le sue passeggiate nei boschi.
Per ottenere effetti di convincente realismo van Schrieck arrivò addirittura ad applicare sui dipinti veri organismi animali o parti di essi: famoso è il caso della Natura morta con piante e rettili, in collezione privata, in cui egli utilizzò vere ali di farfalla e almeno una gamba di mosca.

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