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79. Specchiera

con cornice in porcellana.
Doccia, manifattura Ginori, 1755-’61, cm. 68×42,5 (rocaille superiore e piedino sinistro restaurati; qualche restauro ai grappoli d’uva e alle foglie).

La specchiera in porcellana bianca filettata è decorata da un tralcio di vite con grappoli a rilievo nei toni del verde e del violetto; una valva di conchiglia con particolari in rosso ferro e azzurro centra ciascun lato breve della cornice. Specchio al mercurio e portacandele in princisbecco sono originali. Attualmente non si conoscono altre specchiere nella produzione ceramica di Doccia, anche se nei documenti vi sono riferimenti ad almeno otto “ventole”. Proprio in relazione a tali documenti, oltre alle caratteristiche della specchiera e alla colorazione, viene proposta la sua datazione. Il primo riferimento risale al 10 settembre 1757 quando viene eseguito un pagamento a Michele Taddei (argentiere impegnato principalmente per la legatura delle tabacchiere; è segnalato a Doccia dal 1754) “per rimborso di diverse spese fatte attorno a quattro ventole adornate di fiori di porcellana”. Nel corso del 1759 si registra un compenso “sotto suo vero giorno a Michele Taddei per saldo di due cornici quadrate. Dorat.a delle med., due cristalli per le due ventole con Fiori di Porcellana mandate a Livorno a quel n.ro Magazino”. Il 25 agosto 1760 al Taddei viene resa una somma “per lo speso in filo di ottone, lamiera simile, e colori per far la Vernice per servizio delle soprad.e Ventole”, con riferimento a quelle inviate a Livorno qualche giorno prima. Successivamente, il 30 marzo 1761, si registra un nuovo conto sempre di Michele Taddei: “per saldo di spese fatte a 2 Ventole con fiori di Porcellana mand.e al n.ro Magaz. di Livorno”. Sempre nel medesimo anno, però, in data 3 giugno, si riscontra un altro esborso nei confronti della Dogana “per la spedizione di due ventole con ornamenti intagliati e dorati, e fiori di porcellana mandate al nr.o Magazino di Livorno”. In questa occasione il Taddei percepisce un compenso anche per il lavoro fatto per 4 candelabri (è possibile che il Taddei montasse questi oggetti e li rifinisse inserendo le parti metalliche in argento, princisbecco, ottone): anche i candelabri ornati sono caratteristici di questi anni. Infine, in un documento successivo, un “Inventario delle Porcellane e Maioliche del Magazzino di Livorno in essere al primo giugno 1765”, si trova ancora traccia di due ventole: “2 ventole ornate di fiori di porcellana”. Di fiori di porcellana di vari generi e di altri ornamenti per così dire botanici si parla spesso nei documenti e la prima volta si trovano citati il 23 novembre 1744: ”Resi al R.o G. Pagani, priore delle monache di Rosano per la spesa in due scatole per mettervi i fiori di porcellana”.
Alessandro Biancalana

12.000 8.000





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