Tutto Ponti, Gio Ponti Archi-Designer è il titolo della mostra retrospettiva che Parigi dedica ad uno dei più grandi e controversi artisti italiani del XX secolo. La mostra, in programma al Musée des Arts Décoratifs dal 19 ottobre prossimo al 10 febbraio 2019, ripercorre l’intera carriera professionale di Gio Ponti dal 1921 al 1978, attraverso gli oltre 500 pezzi esposti, a testimonianza della sua poliedrica e complessa creatività artistica, che spazia dall’architettura al design, dalla pittura all’editoria.

Il percorso si snoda tra disegni, dipinti, mobili, ceramiche, oggetti, studi e modellini, a conferma di ciò che scrivono i curatori della mostra Olivier Gabert, Dominique Forest, Sophie Bouilhet-Dumas e Salvatore Licitra: “Creatore eclettico, interessato tanto alla produzione industriale quanto all’artigianato, Gio Ponti ha arricchito l’architettura del dopoguerra, indicando le prospettive per una nuova arte del vivere”. Ed è proprio sulle pagine di Domus, la rivista da lui fondata nel 1928, dedicata al tema dell’architettura contemporanea, che Ponti illustra la propria filosofia dell’abitare: la ” casa all’italiana” è un luogo vivente e versatile, con pochi mobili leggeri e pareti scorrevoli, che scompaiono all’occorrenza; una casa che cambia aspetto privilegiando la dimensione intima dell’esistenza quotidiana, luogo di benessere, serenità e conforto, con forti riferimenti alle domus romane e alle architetture palladiane.

Un artista delle forme pure ed essenziali, che dietro la semplicità nascondono maestria e bellezza e che nascono sempre dalla capacità di coniugare le tecniche industriali più avanzate con la grande tradizione artigianale; forme che si traducono in oggetti di comune utilizzo, non pezzi unici, ma produzioni in serie di grande qualità, come le ceramiche nate dalla collaborazione con la Manifattura Richard-Ginori, la sedia “Superleggera” o la poltrona “Poco sedile”.