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INVITO ALLA CONSEGNA PER LE PROSSIME ASTE DI LUGLIO: FASHION&LUXURY / DESIGN / ANTIQUES

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Francesco Antonio Saverio Grue

Nato a Castelli il 7 marzo 1686, figlio di Carlo Antonio Grue e della prima moglie Ippolita Pompei, Francesco Antonio Saverio Grue è considerato uno dei più eminenti artisti della maiolica castellana. Personalità eclettica dalla vita avventurosa e in parte romanzata, era stato destinato dal padre alla carriera ecclesiastica; fuggito dal seminario di Penne, fu iscritto ad Ascoli Piceno, dove studiò latino e metrica, componendo versi poi trascritti su alcune sue maioliche. Soggiornò a Napoli e per qualche tempo a Roma, per approfondire le sue conoscenze in Diritto Canonico. Nel 1705 era ad Urbino, dove conseguì la laurea in Filosofia e Teologia, come testimoniano alcune maioliche firmate col toponimo. Le lunghe assenze da Castelli, confermate dal testamento del padre Carlo Antonio, che detrasse 354 ducati dalla eredità a lui spettante, per averlo mantenuto agli studi, resero tesi i rapporti con il genitore che a tal proposito scrive: “un giorno… (mi)…
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La pittura ricamata

Nell’ampio panorama della storia dell’arte, un settore ancora poco esplorato è quello dei dipinti ricamati, la cui tecnica risale al primo Rinascimento, quando il ricamo aveva raggiunto livelli talmente elevati da permettere di realizzare opere in grado di competere con quelle pittoriche. I dipinti ricamati venivano spesso eseguiti su bozzetti e disegni preparatori di pittori celebri, come ricorda il Vasari nelle sue “Vite”, o ispirati a importanti quadri coevi reinterpretati con alcune varianti. Inizialmente rivolti soprattutto ad una committenza ecclesiastica, con funzione anche di catechesi e di istruzione religiosa per il popolo, nel ‘600 entrano a far parte anche del collezionismo laico, a conferma dell’alto livello di perfezione esecutiva raggiunto e del conseguente successo tra i contemporanei. Essi sono presenti in grandi raccolte, come quella medicea a Firenze, e nelle abitazioni nobiliari e borghesi, collocati per lo più nelle camere private, viste le ridotte dimensioni, e non nella galleria, solitamente…
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Scintillanti (dis)armonie

­­Se è vero che le arti decorative rispecchiano sempre l’epoca storica in cui nascono e si sviluppano, è anche vero che quasi sempre lo fanno in una duplice direzione: quella che segue la tradizione e quella che rompe con il passato. In questo senso gli anni ‘50, che partono dalla tabula rasa causata dall’evento bellico, nello slancio euforico della ricostruzione sono attraversati da molteplici contraddizioni e da grandi mutamenti sociali, alla ricerca di un’autentica rinascita. La nuova estetica di quest’epoca dimentica l’austerità degli anni di guerra e guarda con ottimismo al futuro. Così anche i gioielli, che abbandonano il rigore geometrico degli anni ‘30 e la solida compattezza dei manufatti anni ‘40, epoca in cui venivano considerati non solo ornamento ma anche bene rifugio, divengono più leggeri e aerei. Le forme si complicano in arzigogolati movimenti, le linee diventano arrotondate e il disegno curvilineo, espressione di un concetto di funzionalità…
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DIPINTI ANTICHI E DEL XIX SECOLO

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