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24 maggio 2021

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La pittura ricamata

Nell’ampio panorama della storia dell’arte, un settore ancora poco esplorato è quello dei dipinti ricamati, la cui tecnica risale al primo Rinascimento, quando il ricamo aveva raggiunto livelli talmente elevati da permettere di realizzare opere in grado di competere con quelle pittoriche. I dipinti ricamati venivano spesso eseguiti su bozzetti e disegni preparatori di pittori celebri, come ricorda il Vasari nelle sue “Vite”, o ispirati a importanti quadri coevi reinterpretati con alcune varianti. Inizialmente rivolti soprattutto ad una committenza ecclesiastica, con funzione anche di catechesi e di istruzione religiosa per il popolo, nel ‘600 entrano a far parte anche del collezionismo laico, a conferma dell’alto livello di perfezione esecutiva raggiunto e del conseguente successo tra i contemporanei. Essi sono presenti in grandi raccolte, come quella medicea a Firenze, e nelle abitazioni nobiliari e borghesi, collocati per lo più nelle camere private, viste le ridotte dimensioni, e non nella galleria, solitamente…
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Scintillanti (dis)armonie

­­Se è vero che le arti decorative rispecchiano sempre l’epoca storica in cui nascono e si sviluppano, è anche vero che quasi sempre lo fanno in una duplice direzione: quella che segue la tradizione e quella che rompe con il passato. In questo senso gli anni ‘50, che partono dalla tabula rasa causata dall’evento bellico, nello slancio euforico della ricostruzione sono attraversati da molteplici contraddizioni e da grandi mutamenti sociali, alla ricerca di un’autentica rinascita. La nuova estetica di quest’epoca dimentica l’austerità degli anni di guerra e guarda con ottimismo al futuro. Così anche i gioielli, che abbandonano il rigore geometrico degli anni ‘30 e la solida compattezza dei manufatti anni ‘40, epoca in cui venivano considerati non solo ornamento ma anche bene rifugio, divengono più leggeri e aerei. Le forme si complicano in arzigogolati movimenti, le linee diventano arrotondate e il disegno curvilineo, espressione di un concetto di funzionalità…
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L’arte dei fondo oro

Usata ancora oggi nelle zone di influenza ortodossa soprattutto nella realizzazione di icone, la tecnica della pittura su fondo oro compare dapprima in ambito bizantino e successivamente nel XII secolo in Italia. Essa prevede la stesura sulla tavola a sfondo dei dipinti di sottili lamine d’oro, che artigiani specializzati detti battiloro ottenevano martellando monete d’oro da un ducato. Come descrive dettagliatamente all’inizio del XV secolo il fiorentino Cennino Cennini nel suo “Libro dell’Arte”, le foglie d’oro venivano “soffiate” sulla superficie, precedentemente stuccata e finita a bolo, e fissate con colle naturali, quali albume, miele, gomme e altre sostanze vegetali, e successivamente levigate con il brunitore, una sorta di pennello terminante con una pietra d’agata appiattita. Era questo un procedimento manuale complesso che, lontano dall’effetto metallico che potrebbe dare una lastra d’oro portata a lucido, conferiva alla tavola una rilucenza profonda e vibrante e alla composizione pittorica, per lo più sacra,…
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